Patologia andrologica / vasectomia / protesi testicolare / cisti dell’epididimo

Vasectomia

La vasectomia consiste nella legatura e sezione del deferente. Tale procedura chirurgica determina un’interruzione della via seminale praticamente irreversibile in considerazione delle ridotte percentuali di successo delle tecniche di ricanalizzazione microchirurgica. L’intervento viene eseguito in anestesia locale e richiede due piccole incisioni chirurgiche a livello di ciascun emiscroto interessato. Il deferente viene isolato, sezionato e occluso a livello dell’estremità testicolare e di quella addominale mediante legatura. Il successo dell’intervento in termini di sterilità viene valutato con l’esecuzione nelle settimane successive di due o più esami del liquido seminale. Il paziente deve utilizzare altri metodi contraccettivi fino all’avvenuto riscontro di 2 reperti consecutivi (dopo 4 e 8 settimane) di azoospermia (completa assenza di spermatozoi nel liquido seminale). Solo tale reperto consente di poter escludere una precoce ricanalizzazione di deferente. Il rischio di una ricanalizzazione tardiva (a distanza di tempo dall’avvenuto riscontro del duplice reperto di azoospermia) si può verificare in meno dello 0,l% dei casi.
Le complicanze precoci sono rappresentate dall’ematoma scrotale (2%), dall’orchiepididimite (3,4%) e da diastasi della. ferita chirurgica (1%). La principale complicanza tardiva è rappresentata dalla comparsa del dolore scrotale cronico, che in una ridotta percentuale di casi può necessitare di una terapia chirurgica. I dati sull’ipotetico aumento del rischio di neoplasia della prostata nei pazienti vasectomizzati sono attualmente ritenuti controversi.

Protesi testicolare

Definizione: è l’apposizione di una protesi sostitutiva, in genere di silicone, commisurata alle dimensioni del testicolo asportato.
Indicazioni: l’inserimento di una protesi testicolare può essere dovuto a tutta quelle cause che hanno comportato la perdita del testicolo (atrofia, orchiectomia per tumore o post traumatica , orchidopessi fallita, etc.) ed è effettuata a scopo estetico e psicologico.
Descrizione della tecnica: si effettua un’incisione inguinale trasversale o un’incisione obliqua inguinoscrotale. Nel caso in cui l’impianto debba essere bilaterale sono necessarie due incisioni. Si seleziona la dimensione della protesi in relazione alle dimensioni del paziente considerando anche che tale protesi potrà essere sostituita in seguito con una di maggiori dimensioni.
Preparazione all’intervento: opportuna una singola somministrazione di antibiotico per via parenterale un’ora prima dell’intervento. Il paziente sarà poi dimesso con la prescrizione di analgesici e riposo per alcuni giorni.
Durata dell’intervento: 15 minuti in anestesia locale.
Tipo e durata del ricovero: tale intervento può essere realizzato in regime di Day Surgery; l’anestesia sarà eseguita con blocco dei nervi periferici.
Complicanze: la complicanza più frequente è l’infezione che richiede la rimozione della protesi. Si può verificare una necrosi dei lembi cutanei sovradistesi al di sopra della protesi e dovrebbe essere prevenuta dall’utilizzazione di protesi più piccole. L’ematoma scrotale è raro.


Asportazione di cisti dell’epididimo

Definizione: le cisti dell’epididimo (spermatocele) possono formarsi ovunque nell’epididimo ma sono più frequenti nella testa. Sono piuttosto comuni e la loro frequenza aumenta con l’età. Vengono identificati incidentalmente nel 70% degli uomini che si sottopongono ad ecografia scrotale ad alta definizione.
Indicazioni: l’intervento chirurgico per uno spermatocele è raramente indicato. In genere sono asintomatici e non ostruiscono il tubulo epididimario dal quale originano. L’asportazione di esso può tuttavia causare ostruzione dell’epididimo.
La spermatocelectomia è indicata soltanto quando lo spermatocele sia causa di dolore intrattabile o quando assuma dimensioni cospicue.
Descrizione della tecnica: il testicolo viene esteriorizzato attraverso un’incisione mediana sul rafe o un’incisione scrotale trasversa e la tunica vaginale viene aperta. Lo spermatocele viene isolato dall’epididimo onde evitare involontari danni ai tubuli epididimari. Il punto di connessione tra spermatocele ed epididimo viene legato per evitare la fuoriuscita di liquido teminale e la formazione di un granuloma spermatico. La vaginale viene suturata e dartos e cute vengono chiusi in due piani.
La cisti dell’epididimo è escissa con la medesima tecnica dello spermatocele e con le stesse indicazioni chirurgiche. Quest’intervento può essere eseguito in anestesia locale ed in ambiente di Day Surgery.
Complicanze: la spermatocelectomia non dovrebbe essere effettuata su uomini in età riproduttiva poiché registra un’alta incidenza di occlusione del sistema duttale a seguito dell’intervento. Inoltre possono aversi anche dolore scrotale e recidiva dello spermatocele a seguito dell’intervento.